martedì 12 ottobre 2010

La mattina




Com’è bello svegliarsi la mattina presto e trovare il sole che sbadiglia al di là dell’orizzonte! Quando i più dormono ancora e io sono sveglio a rimirare l’alba. Colori soffusi, luci e ombre che si inseguono, attesa del giorno. Il giorno che verrà non mi ha ancora detto niente, non so niente di lui: è tutta un’attesa. Ci sarà un incontro felice? Conoscerò qualcuno che mi cambierà la vita? Dovrò fare qualcosa che non avrei mai immaginato prima? Non lo so. E’ tutto un futuribile.

La mattina qualche volta si presenta con i colori dell’alba; altre volte trovo solo un carboncino nero sul mio comodino. E allora il dilemma è questo: disegnare il giorno col carboncino o andare alla ricerca dei pastelli colorati? Il mondo è quello che mi disegno io, qualche volta col carboncino nero, qualche altra con i pastelli colorati. Dipende dai giorni, dipende da come mi sveglio.

Se mi sveglio con i pastelli colorati sul comodino, la giornata è tutta colorata e sa di primavera, anche se il cielo è plumbeo o piove. Se al contrario sul comodino trovo il carboncino nero, non c’è niente da fare, a meno che non mi metta alla ricerca in giro per casa dei pastelli colorati. Se funziona, la giornata ridiventa a colori, sennò resta scura.

La vita non è né passato (con i suoi rimorsi, rimpianti, rancori) né futuro (con le sue inutili aspettative), ma è l’attimo, il presente, il giorno d’oggi. Oggi è il giorno più importante della mia vita, per il solo fatto che lo sto vivendo. E’ in questo momento che devo vivere, né nel passato né nel futuro. Ma non è facile capirlo questo concetto. Non è facile farlo parte di me stesso.

Il passato mi tiene attaccato a una vita che non è più e che costituisce il bagaglio dei miei ricordi, che incombono ogni attimo e si portano dietro le occasioni mancate. Il futuro non mi può dire niente, ma la fantasia si sfrena immaginando cose nuove e talvolta disperandosi per un futuro che non trova, non vede, non riesce a immaginare quale sia.

Ma la mattina, quella col sole che deve ancora sorgere, è quella che dà speranza, la speranza di un altro giorno, la speranza di una nuova vita, la speranza di una rinascita.

4 commenti:

  1. Proprio bello e vero quello che hai scritto!!!Mi piace la tua filosofia perche' la mia e' molto simile.
    Emma

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  2. Francesco Miredi14 ottobre 2010 17:56

    Quando al mattino mi sveglio è il primo pensiero o il primo gesto che mi indicano l'umore giornaliero. Se guardo la posizone e il respiro di mia moglie significa che sarà una giornata positiva perchè avrò voglia di ascoltare e di sentirmi parte del mondo che mi circonda. Se penso ai dolori e a qualche incubo notturno, ogni mia azione sarà improntata all'egocentrismo assoluto. Concordo con te che la vita è solo ed esclusivamente presente ma esso è sempre il frutto del passato e, ahimè, il fondamento del futuro (ricordi il principio delle derivate nell'analisi infinitesimale?). L'alba è per me magnifica quando ho voglia di guardarla e l'attimo assume importanza se sta per regalarmi un piacere.
    Ti abbraccio
    Francesco

    N.B. Non ho capito l'ultimo tuo commento nel blog sulla "Festa del nonno"; me lo spieghi per favore

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  3. "L'alba è per me magnifica quando ho voglia di guardarla". E' un concetto perfetto. Medita Pipo, medita.

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  4. L'aspettativa del sole che nasce come metafora della vita col suo continuo divenire ed il suo sperare senza fine...

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