venerdì 5 novembre 2010

Patria e patriottismo


Avrei desiderato commemorare anche io questo 4 novembre, ma senza fare ricorso ai soliti discorsi ufficiali o a frasi fatte. Mi è venuta in socorso una lettura che ho appena ultimato: "Memoria e identità", di Giovanni Paolo II. Nato come libro-intervista di due vescovi polacchi a Giovanni Paolo nel 1993, da questi è stato approfondito e allungato in alcuni concetti espressi nel corso della intervista. Nella sua forma definitiva, fu presentato nel febbraio del 2005 dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, poco più di un mese prima che il Grande Karol ci lasciasse per tornare al Padre. Da questo libro ho estratto i due concetti di "patria" e di "patriottismo". Come si può osservare, non sono concetti che appartengono solo ai militari, ma a tutta la popolazione di un Paese, ivi inclusi i sacerdoti. Personalmente, mi identifico appieno con le parole di Giovanni Paolo II. Leggiamo che cosa scrive.

Patria

L’espressione "patria" si collega con il concetto di "padre" (pater). La patria in un certo senso si identifica con il patrimonio, cioè con l’insieme di beni che abbiamo ricevuto in retaggio dai nostri padri. Significativamente molte volte si usa, in questo contesto, l’espressione "madrepatria". Per esperienza personale tutti sappiamo in quale misura la trasmissione del patrimonio spirituale si compia per mezzo delle madri. La patria dunque è l’eredità e, nello stesso tempo, è la situazione patrimoniale derivante da tale eredità; ciò riguarda anche la terra, il territorio. Ma più ancora il concetto di patria coinvolge i valori e i contenuti spirituali che compongono la cultura di una data nazione. Proprio di questo ho parlato all’Unesco il 2 giugno 1980, sottolineando il fatto che, persino quando i polacchi furono privati del territorio e la nazione fu smantellata, non venne meno in loro il senso del patrimonio spirituale, della cultura ricevuta dagli avi. Anzi, esso si sviluppò in modo straordinariamente dinamico. […]

Patriottismo

Il concetto appena svolto sul concetto di patria e sul suo legame con la paternità e con la generazione spiega in profondità il valore morale del patriottismo. Se ci si chiede quale posto occupi il patriottismo nel Decalogo, la risposta non dà luogo a titubanze: si colloca nell’ambito del quarto comandamento, il quale ci impegna a onorare il padre e la madre. E’ infatti uno di quei sentimenti che la lingua latina comprende nel termine ‘pietas’, sottolineando la valenza religiosa sottesa al rispetto e alla venerazione dovuti ai genitori. Dobbiamo venerare i genitori, perché essi rappresentano per noi Dio Creatore. Dandoci la vita, partecipano al mistero della creazione e meritano perciò una venerazione che rimanda a quella che tributiamo a Dio Creatore. Il patriottismo contiene in sé questo genere di atteggiamento interiore, dal momento che anche la patria è per ciascuno, in un modo molto vero, una madre. Il patrimonio spirituale che ci è trasmesso dalla patria ci raggiunge attraverso il padre e la madre, e fonda in noi il corrispettivo dovere della ‘pietas’. Patriotismo significa amore per tutto ciò che fa parte della patria: la sua storia, le sue tradizioni, la sua lingua, la sua stessa conformazione naturale. E' un amore che si estende anche alle opere dei connazionali e ai frutti del loro genio. Ogni pericolo che minaccia il bene grande della patria diventa occasione per una verifica di questo amore. [...]

2 commenti:

  1. Giovanni Punzo5 novembre 2010 14:53

    Giovanni, le tue osservazioni sono perfette.
    Mi permetto solo di aggiungere che solo chi ha avuto un percorso così doloroso e martoriato per l'indipendenza e la libertà come il popolo polacco, può esprimere ora con tanta chiarezza – e apparente semplicità – questi sentimenti: soprattutto quello che il patriottismo non implica l'odio per le patrie degli altri, ma un amore sincero per la propria.

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  2. E' la prima volta che visito il blog del Generale quindi saluto il blogger Giovanni Bernardi.
    Permettetemi una considerazione. Anche l'Italia ha avuto un percorso doloroso, sanguinoso e travagliato per raggiungere l'unita', ma il suo popolo appare molto piu' distaccato di quello polacco sui temi del patriottismo. Il popolo al quale apparteniamo non sembra neanche nazione e il sentimento nazionale viene via via sostituito dal campanilismo che ci porta ad essere provinciali ed a guardare al massimo le nostre scarpe.
    Mi sento smarrito.

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